Intervista ad Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia research

Trascrizione integrale della puntata nr 97 di “alle9”.

“alle9” Intervista ad Alessandra Ghisleri con la partecipazione di Sandro Usai.

  • Fausto Farinelli: Amiche e amici di Alle Nove benvenuti, bentornati in questo episodio numero 97 di questo lungo podcast che si chiama appunto Alle Nove nato il Alessandra Ghisleri febbraio di quest’anno e viene dopo il primo podcast che è stato concepito e andato in onda durante il Lockdown, era il quattordici marzo Alessandra 2020 quando abbiamo iniziato con Iceberg on Air alle 23 di notte, stalkerizzavamo i nostri ospiti, li tenevamo svegli fino a quell’ora perchè era rigorosamente in diretta. Oggi parliamo di numeri, parliamo di sondaggi, parliamo di interpretazione di numeri, parliamo insomma di cose interessanti, lo facciamo con una gradita ospite, una bravissima professionista, il suo nome è Alessandra Ghisleri direttrice di Euromedia research, buongiorno Alessandra. –
  • Alessandra Ghisleri: Buongiorno, buongiorno a tutti e grazie per questo invito. –
  • Grazie a te per la tua partecipazione, che sicuramente darà uno score, uno score ancora più alto al nostro podcast. E poi abbiamo Sandro Usai, che quando si parla di numeri non può mancare, io lo chiamo scherzosamente Alessandro il big data umano, perchè lui è un patito di numeri, di estrattori, di grafici, lo fa per lavoro per cui, è abbastanza competente. –
  • Sandro Usai: Buongiorno a tutti, grazie, buongiorno Alessandra. –
  • Alessandra Ghisleri: Buongiorno. –
  • Fausto Farinelli: Sandro è collegato da Cagliari, Sandro com’è il tempo lì? Qui ad Alghero è nuvoloso-
  • Sandro Usai: No è eccezionale, c’è un bellissimo sole, quindi oggi parleremo delle nuvole che vede sull’Italia un po’ Alessandra ma anche del bel sole che c’è in Sardegna e vediamo un po’ che contrasti ci sono. –
  • Alessandra Ghisleri: Comunque anche a Milano c’è un bel sole eh voglio dire. Oggi Milano è colorata di blu. –
  • Fausto Farinelli: Che bella Milano, io mi ricordo quando ero fidanzato a Milano andavamo a prendere gli aperitivi nel quartiere Brera. –
  • Sandro Usai: Eh vabbè, bellissimo. –
  • Alessandra Ghisleri: Oh fantastico. Un grande classico. –
  • Fausto Farinelli: Allora bene veniamo subito al lavoro. Alessandra, Regan diceva: “abbi fiducia ma verifica”. Gli Italiani si fidano o meglio, quanto si fidano dei medici e dei politici? –
  • Alessandra Ghisleri: Allora, sono due categorie ovviamente in contrapposizione in questo momento pandemico. Si fidano dei medici sì, hanno una fiducia molto stretta legata in maggioranza al medico di base, al medico che consultano da anni, quindi quella figura istituzionalmente molto vicina. Noi dobbiamo pensare che l’Italia è formata principalmente dalla provincia, dove risiedono più di 10 milioni di persone quindi quasi 26 milioni di nuclei familiari, quindi quella è l’Italia che testo. Su 50 milioni, più di 50 milioni di maggiorenni, poco più di 50 milioni, noi dobbiamo pensare che quei medici che chiamano solamente invece per… che sentono lontani, che dicono che siglano solamente le ricette sono molto lontani, quindi la fiducia nei medici è alta. La fiducia nei politici invece è un pochino più in crisi, molto più in crisi rispetto a quella dei medici. Più che altro ci sono tante sigle ma ci sono anche tanti personalismi e spesso e volentieri il politico parla più per se stesso no? Quando dice io racconto, secondo me… Quindi questo fa pensare all’elettore, al cittadino che lo ascolta che non ci sono linee di partito condiviso e questo è una tattica sbagliata. Qui la necessità di linee strategiche, di partito, molto più solide, molto più da condividere. –
  • Fausto Farinelli: Alessandra, volevo chiederti per far capire un attimino a chi ci ascolta, come nasce un sondaggio? La genesi, qual è? Soprattutto il famoso campione come viene costruito? Perchè la gente si chiede: “come fanno a dare un’indicazione quando intervistano mille persone”. Proviamo a spiegare bene questo. –
  • Alessandra Ghisleri: Allora, intanto un sondaggio nasce dall’esigenza conoscitiva di aziende, politici, personaggi, eccetera. Un’esperienza conoscitiva riguarda un qualcosa che non si conosce evidentemente, quindi l’obbiettivo è sempre quello di andare a scrutare un mondo, un universo di riferimento per conoscerne le sfaccettature e le eterogeneità. Per fare questo bisogna innanzitutto costruire un rapporto definendo bene quelli che sono gli obbiettivi senza uscire dai temi. Secondariamente bisogna costruire un questionario fondamentale che non sia fazioso, che riesca ad entrare proprio nelle viscere di quelle che sono le materie che si vogliono studiare senza avere ripetizioni, perchè tanto più è obiettivo e tanto più riesce a ricavare risposte asettiche, migliore è il risultato ovviamente. E poi c’è il campione, il campione è fatto secondo delle regole precise demografiche che raccontano una mini-struttura dell’universo che si vuole intervistare. Se noi vogliamo intervistare l’universo Italia si fa un campione anche di mille casi suddividendolo esattamente nelle stesse proporzioni per le variabili presenti. Non so, 52% di donne e 48% di uomini come la distribuzione italiana di tutto. Si divide per fascia di età con la stessa rappresentazione, quindi si parte per i maggiorenni dagli 8 ai 24 anni, 25 35 e così via di scala in scala e si divide anche per fascia d’età. Per presenza geografica, quanti sono residenti in Lombardia avranno la loro rappresentazione, quanti in Molise e così via. Ad esempio noi lo facciamo ad esempio anche per altimetria, perchè noi sappiamo che il nostro paese è molto più complicato di altri paesi. Abbiamo pianure, zone in alto, parti costiere. Per provincia e capoluogo. Insomma. Il campione deve rappresentare bene tutte le eterogeneità, perchè il vantaggio di essere diverso è una risposta utile per chi vuole conoscere quelle diversità, quelle presenza differenti. Tanto più un campione è ben delineato, tanto minore è l’errore statistico che ne comporta. E questo ovviamente è il valore di uno studio. Poi viene inserito sia il campione con queste quote, dovrò intervistare x donne che lavorano, x donne che non lavorano, x uomini che sono in pensione e così via, studenti… che risiedono in provincia… a quel punto rispettando tutte le quote ottengo tutti i risultati, in un record, cioè in un file, con delle codifiche e a quel punto grazie a strumenti che sono strumenti di tecnologia abbastanza evoluti, i software, si fanno analisi. Dopo le analisi si stabiliscono queste griglie e si inizia la lettura dei dati cercando di incrociare le risposte per leggerle nel più profondo i valori che ne possono emergere. –
  • Fausto Farinelli: Cioè è un lavoraccio. –
  • Alessandra Ghisleri: Eh si, ci sono tante personalità, tante strutture, soprattutto la necessità è quella di essere sempre aggiornati, di leggere, di studiare, perchè la tecnologia aumenta e ovviamente devi essere al passo. Quando io ho iniziato questo lavoro i miei mentori, coloro che erano i dirigenti dell’azienda dove io lavoravo mi raccontavano che loro erano entrati a far questo lavoro e si vidimavano le tessere con la perforatrice. Quando io sono entrata il 70% delle rilevazioni veniva fatto sulla telefona fissa. Oggi l’85/90% viene fatto attraverso il mobile, il cellulare, la mail, online, i social. Quindi se noi non ci manteniamo aggiornati non riusciamo ad avere quella tempestività, quella come dire, quella capacità di poter raccogliere tutte le risposte, oltre che la rappresentazione delle eterogeneità. Ti faccio un esempio, è più semplice raccontare un’Italia con mille interviste che un paese di mille anime perchè lì devo fare proprio un censimento, cioè raccoglierli tutti, perchè un paese di mille persone, ogni individuo ha una sua eterogeneità che è difficilissima da associare ad altri perchè nel piccolo numero ognuno rappresenta un universo più distinto dagli altri, mentre con le grandi proporzioni è più semplice. Questa è una delle particolarità ad esempio. –
  • Sandro Usai: Bellissimo, bellissima spiegazione. Complimenti Alessandra. –
  • Alessandra Ghisleri: Io spero più che altro chiara, confido che sia chiara. –
  • Sandro Usai: Assolutamente sì. E’ un lavoro difficile, per capire l’Italia e l’Italiano. –
  • Fausto Farinelli: Ecco, con l’arrivo di Berlusconi è cambiato tutto no? La concezione di leadership diciamo così è stata ribaltata perchè prima il leader dava, diciamo così, la rotta e chiedeva al popolo di seguirlo, “fidatevi di me, si fa così”. Invece adesso i leader sonda il popolo e poi traccia la rotta, c’è stata un’inversione. Questo da che cosa è dovuto? Da una mancanza di conoscenza delle problematiche? Si vive fuori dalla realtà, non si è più nel territorio? I partiti non hanno più le segreterie, non hanno più le sezioni? Che cos’è successo, perchè c’è stato questo ribaltamento della situazione? –
  • Alessandra Ghisleri: Beh intanto il cambiamento è multiplo nel senso che con la prima repubblica, prima dell’avvento di Berlusconi c’erano i comizi, c’era una situazione diciamo dove le persone nelle piazze ascoltavano, sentivano, c’era una raccolta di tessere per essere rappresentati all’interno dei partiti. Berlusconi cambia questo sistema dicendo: “partecipate al mio progetto e io ovviamente cercherò di perseguire una strada per migliorare il benessere di tutti, per aiutare questo paese a toglierlo da un mondo politico…”, arrivavamo da tangentopoli no? Quindi con corruzione eccetera. Allora questo progetto prevedeva ovviamente la possibilità come dire di parlare con la gente ma bisognava conoscerla e per conoscerla Berlusconi sdogano’ l’utilizzo dello strumento sondaggio e lui lo faceva proprio, lo studiava, perchè tanto più veritiero, presente e immerso nella società, l’analisi, più a lui era utile, per tanti motivi. Da una parte perchè ovviamente nessuno di noi può conoscere l’intero universo se non quello che lo circonda e quello che è vicino a lui. Dall’altra la necessità era quella che lui insomma comunque era già un uomo molto ricco che viveva in un ambiente diverso da quello in cui viviamo, vivono i cittadini italiani, per lui era fondamentale riuscire a costruire dei dettagli e degli studi per… Con il passaggio ad esempio a seguire, c’è stato un ulteriore passaggio, quello di ad esempio Beppe Grillo che dice: “guardate vi porto io, il cittadino può fare politica”, cioè da spettatore può diventare il palco della politica no? Quindi a quel punto c’è stata un’evoluzione ulteriore dove il sondaggio sì è utilizzato, ma attenzione, spesso e volentieri i politici dicono “guardate io…” ma noi ce lo sentiamo di dire: “io penso che ho più, ho più, come dire, il polso della situazione di…” e lì ci sono perchè si vuole magari imporre più il proprio pensiero che ascoltare e cercare di trovare una strada per poter comprendere le utilità. Da lì il fatto ad esempio del cambio del PD, che dalle periferie è andato nella zona ZTL. Della lega, che invece con Fratelli d’Italia ha iniziato ad approfondire i temi delle periferie, proprio per quel motivo, perchè ognuno cerca invece di presenziare con le proprie diciamo idee, con le proprie proposte piuttosto che ovviamente studiare una società e valutarne i profili, le esigenze, perchè è un lavoro come abbiamo visto prima molto complesso che richiede tempo, studi, analisi. –
  • Fausto Farinelli: E’ comunque un lavoro che ha pagato. –
  • Alessandra Ghisleri: Ma certo, ma ha pagato perchè il sondaggio non è solamente il ranking del voto, la ricerca è lo studio di quello che sono gli universi attenti, come ci informiamo, come valutiamo quello che sta accadendo. E in un tempo come questo, così complicato, così pandemico è molto difficile, bisogna riuscire a stare molto attenti, perchè le persone sono molto più sensibili, proprio perchè arrivano da una crisi sanitaria così importante. –
  • Fausto Farinelli: Prima di dare la parola a Sandro, volevo farti una domanda, volevo chiederti questo. Sempre Regan diceva che la politica alla fine non è altro che percezione, sei d’accordo su questo? –
  • Alessandra Ghisleri: L’analisi delle percezioni ci dice tantissimo. Emozioni, come noi valutiamo. Perchè anche a nostra insaputa, quando esprimiamo un giudizio, sicuramente alla base c’è sempre un che di pregiudizio, un che di percezione che consapevolmente o inconsapevolmente mettiamo sul piatto del giudizio e della nostra opinione, quindi è molto importante e proprio per quello io credo che la ricerca sociale sia importante, ascoltare le persone, condividerne anche le sensazioni. Quei sensi di malessere, quelle indisponibilità a comprendere magari le necessità di un paese. Pensiamo ad esempio ai No Vax, molti di loro hanno semplicemente paura, perchè pensano che non tanto perchè il vaccino ci inietta cose strane eccetera, più che altro hanno paura degli effetti e le rassicurazioni non sono arrivate in maniera sufficiente a convincere quella parte di popolazione che invece magari poteva essere …Come dire più coinvolta da un sistema di questo tipo. –
  • Fausto Farinelli: Ho capito. Sandro a te. –
  • Sandro Usai: Grazie, sono molto contento oggi di parlare con Alessandra perchè io ti seguo ogni volta che porti il tuo pensiero anche a La7 dove ti seguo nelle altre trasmissioni lì c’è il buon senso di chi studia e non la partigianeria e quindi questo rimette a posto un po’ le cose. Quindi oggi per me è veramente un piacere e un onore ascoltarti e poterti fare delle domande. Io sono rimasto colpito anche sta mattina leggendo l’intervista che ti ha fatto Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano e quando tu dichiari che la terza dose è come se sta aumentando la sfiducia, forse la gente è stanca e quindi quei venti punti percentuali che perdiamo tra quelli che sono vaccinati anche con la seconda dose e la terza dose, mi induce qualche domanda. Secondo te qual è la spiegazione di questo risultato delle tue indagini? Perchè venti punti? E’ un valore molto alto nella comunità eh. –
  • Alessandra Ghisleri: Eh allora, sull’85% dei vaccinati alla domanda “lei è disponibile a farsi la terza dose” nelle classi inferiore al 50% c’è una certa riluttanza, che coinvolge il 20% della popolazione. Questo perchè? Perchè proprio per quelle sensazioni e percezioni che abbiamo studiato. Intanto perchè il cittadino e le persone sono stanche. Una pandemia che allunga il passo, una perplessità che aumenta sull’indice del fatto che pensavamo che potevamo raggiungere ad esempio un’immunità di gregge invece ci stanno adesso raccontando che l’immunità di gregge non si raggiunge perchè come per l’influenza il vaccino antinfluenzale ogni anno bisogna farlo perchè l’influenza muta e anche questo virus nelle sue mutazioni non ci permette ancora di raggiungere l’immunità nonostante noi abbiamo la popolazione che quasi all’85% ha ricevuto almeno una dose di vaccino. E quindi è come se non ci fosse mai una prevedibilità con questa situazione e la sensazione di smarrimento aumenta. Di sicuro la comunicazione in sovrapposizione dei diversi virologi, immunologi, non ha aiutato nè nella prima parte della pandemia, confidiamo che in questa parte siano molto più in linea tra di loro e meno in lite su queste idee, perchè dimostrerebbero che è vero che la scienza ovviamente va avanti a prove, a test, perchè è così no? Dal metodo galileiano e quindi dall’opportunità di testare e sperimentare. Ma è anche vero che una comunicazione compatta, semplice, capace di infondere anche una certa sicurezza sui metodi, aiuterebbe la popolazione quali sono i veri valori, perchè poi non è che tutta la popolazione è No Vax eh anzi, se l’85% si è sottoposta a farsi inoculare almeno una dose di vaccino vuol dire che insomma siamo una popolazione che è attenta anche alla sua comunità. –
  • Fausto Farinelli: Ecco prima Alessandra hai detto che i No Vax hanno sostanzialmente paura, io adesso … –
  • No principalmente. –
  • Fausto Farinelli: Principalmente, ti faccio sentire, sono Alessandra Ghisleri5 secondi di un’intervista fatta ad Alberoni, era il 15 aprile del 2020, senti cosa dice poi ti aggancio la domanda. Fausto Farinelli: “Come spiega lei dal suo punto di vista il comportamento degli Italiani, delle persone che violano le disposizioni impartite dal governo? Che cosa esattamente li spinge a farlo?” Francesco Alberoni: “Mah in parte anche l’incertezza che ha avuto il governo all’inizio eh. Di tutte le cose che hanno detto i virologi tra cui che era solo influenza. Insomma c’è stata un po’ di confusione nella fase iniziale di questa vicenda tanto è vero che, voglio dire, anche i politici si sono fatti vivi, no le notti, si la gente. Quindi non dico che abbia giocato anche l’esempio dei politici ma… e poi c’è quell’indisciplina un po’ cronica degli Italiani. Però nel complesso il Paese è stato ordinato“.
  • Fausto Farinelli: Ecco Alessandra, la domanda è questa che ti voglio fare è questa: perchè esistono, c’è ancora questa resistenza, tu dici la paura, ma la paura da che cosa è dettata? Da una mancanza di, diciamo così, di regole certe e regole date oppure è solo una sensazione quella che hanno i No Vax? –
  • Alessandra Ghisleri: No allora è più di una sensazione. Intanto quel 15% che manca ancora all’appello è dettato da una parte di No Vax tout court, cioè al disotto del 9%, di coloro che non hanno partecipato neanche ad altre vaccinazioni, che quindi credono in una maniera differente, che sono molto reticenti e quel valore non cambierà. Il resto invece, quel 7-8% mancante all’appello è stato come diceva Alberoni in una prima parte della pandemia confuso tra le diverse informazioni che arrivavano e anche dall’incapacità di introdurre una linea unica e quindi anche si guardava agli altri e pure avendo noi, siamo stati i primi in molte variabili: con il lockdown coatto siamo stati i primi chiusi e quelli che sono usciti prima dalla prima fase, siamo con il green pass siamo stati i primi predecessori adesso anche in altri paesi. Tuttavia non siamo stati in grado di dare un’informazione chiara e definita ma è stata molto altalenante. Si sono giocati tra di loro spesso ruoli in antitesi senza senso perchè poi il ruolo della comunità è quello di sopravvivere a se stessa, anche quello di aiutarsi, perchè la nostra vaccinazioni non vale solo per noi, vale anche per gli altri. Qualcuno di loro ha detto anche “Beh se si vaccinano tutti e raggiungiamo l’immunità di gregge perchè lo devo fare io?”. Vabbè ma sono grazie a Dio sono molto pochi rispetto al resto della popolazione. Però temo che la paura unitamente, la paura di quelli che possono essere gli effetti del vaccino stesso, unitamente anche a questa mancanza di un’informazione in un unico filone, quindi non tanto come dire indottrinata, ma più che altro che abbia un’unica via, invece il fatto che “sì i vaccini sì, i vaccini no, Astrazeneca prima over 60 poi noi, poi agli under 50 poi invece over 60 e il vaccino sotto i 12 e sopra i 12”. Insomma più che parlare sarebbe necessario riuscire a condividere un’informazione quando si ha il test e quindi la prova che deve andare in una sola direzione. Tutto questo chiacchiericcio prima è stato deleterio. –
  • Fausto Farinelli: Bisognerebbe usare il metodo Draghi: io parlo quando ho qualcosa da dire no? Altrimenti… soprattutto qualcosa di definitivo. Senti Stefano Puzzer che tra l’altro è sparito dai radar è come Greta Thunberg? –
  • Alessandra Ghisleri: E’ diverso, nel senso: da un certo punto di vista il suo sit in silenzioso e il suo voler dimostrare il valore della diversità, perchè parliamoci chiaro, coloro che non si vogliono vaccinare comunque fanno parte di una comunità che comunque va compresa, va integrata in una maniera o nell’altra. A loro è stata data la possibilità di farsi i tamponi, a loro sono state date molte altre situazioni e lui difende una minoranza. Greta si è posta il punto di partenza nella difesa dell’ambiente però attenzione perchè anche il suo “bla bla bla” che ha una capacità di penetrazione nel mondo dell’informazione efficacissima non tiene conto di una cosa: che un grande cambiamento a livello internazionale, pone anche la necessità di evolvere i lavori, la conoscenza delle persone, l’istruzione, la società nella stessa direzione. Non è un cambio che si può fare dall’oggi al domani, ma sono cambi che prevedono tanti soldi. Pensiamo solamente, se tutto il mondo dell’automobile diventasse elettrico i meccanici, le pompe di benzina, le importazioni, cioè è tutto un mondo che deve evolvere in un’altra direzione perchè sono mondi che poi vanno a perdere il loro potere d’acquisto, la loro presenza lavorativa. Allo stesso sistema diciamo, nella stessa maniera anche Puzzer deve riuscire come dire, da una parte a rappresentare coloro che non sono favorevoli al Green Pass, coloro che non vogliono vaccinarsi, ma allo stesso tempo deve anche capire che la comunità deve essere salva e sanata e quindi bisogna trovare quel giusto compromesso che permette a tutti di convivere bene e se ci riuscisse anche ad ammazzare questo virus. –
  • Fausto Farinelli: Sandro. –
  • Sandro Usai: Sì. Sono veramente interessato a questi ragionamenti, perchè un po’… caro Fausto, Alessandra, un po’ trovi la spiegazione di quello che si legge su Facebook, dove vedi le polarizzazioni fortissime delle comunità che sono da una parte e dall’altra che come ha detto Alessandra non aiutano ad integrare. Noi dobbiamo cercare di integrare, boh io non lo so, almeno la penso così e credo che ci voglia uno sforzo. E proprio in termini di integrazione Alessandra, è interessante anche quello di cui tratto ogni tanto relativo alla transizione digitale che io vedo nei clienti che seguo, dove c’è una certa resistenza che non lo so se è un fatto culturale, non è neanche un problema di età come ti accennavo. E poi adesso ce ne arrivano due, la seconda, la transizione ecologica, non abbiamo neanche fatto la prima e adesso dobbiamo fare la seconda e allora tutto questo credo che un po’ stresserà le persone soprattutto quelli che vogliono vivere un po’ più tranquilli no? Cioè come sono nati vorrebbero ancora continuare a vivere. Secondo te ce la facciamo? Che sensazione hai dati tuoi sondaggi? –
  • Alessandra Ghisleri: Ma allora intanto bisogna dire che è tutto sempre in divenire quindi come dicevo prima io ho iniziato a fare questo lavoro dove c’era un mondo che adesso non c’è più e adesso ci sarà un mondo che ci sarà che una ricerca americana dice che più del 65% dei nostri figli farà un lavoro di cui adesso non conosciamo neanche il perimetro e l’azione. E’ ovvio che il mantenersi aggiornati, lo studiare, l’essere sempre interessato aiuta sicuramente una comunità a crescere, aiuta i nostri figli a comprendere quello che dovrà essere il domani. Aiuta a inserirli in una società futura perchè aiuta l’esperienza del passato a capire quella che potrà essere l’evoluzione futura ma sicuramente è l’impegno nell’essere sempre, come dire, sul pezzo, a conoscere quello che è l’evoluzione dei metodi di rilevazione per quello che riguarda il mio campo d’azione, a conoscere gli sviluppi dell’intelligenza artificiale ad esempio che ci aiuta anche nell’agire preventivamente ad esempio su quelle che possono essere, come dire, le manifestazioni anche della natura no? L’intelligenza artificiale analizza e poi assume come sua quelli che possono essere degli eventi pregressi che poi riporta studiando i valori e le caratteristiche che si ripresentano e si possono dare degli alert e dire: “attenzione che se il fiume si innalza sopra di, ci potrebbe esserci un’esondazione in quest’area” e così via. Ecco questo lo abbiamo solamente grazie all’istruzione, grazie allo studio, grazie all’essere sempre preparati e non pensare che tutto arrivi in maniera facile. Quando io ho iniziato era l’olio di gomito, adesso invece è la capacità di capire il digitale. –
  • Fausto Farinelli: Siamo arrivati alla fine, ci sono tante altre domande che avrei voluto farti Alessandra ma il tempo purtroppo è quello che è e magari ci sarà una seconda puntata, però un paio te le voglio fare: è di oggi che  Elon Musk, insomma tu che fai sondaggi, ha fatto un sondaggio via twitter e ha chiesto, ovviamente è una provocazione però lui dice che poi darà seguito a questo risultato, siccome Biden in america vuole cominciare a far pagare un po’ più di tasse a questi paperoni, lui ha fatto un sondaggio su Twitter e ha detto: cosa devo fare, insomma, ha fatto una domanda e il 58% gli ha detto sì vendi il 10% delle tue azioni Tesla, stiamo parlando di 15,2  miliardi di dollari. Cosa ne pensi di questa mossa di Musk? Va in una direzione dove gli altri potranno seguirlo? Al di là dei sondaggi che si fanno su Facebook, non c’è un campione, qua c’è un campione ovviamente su quello che ha fatto Musk. –
  • Alessandra Ghisleri: Beh la massa. Intanto è una modalità per capire quello che gli utenti suoi, e quindi all over the world, cioè tutto il mondo pensano. Poi un campione una volta che tu… allora scientificamente una volta che tu hai una massa di dati sufficiente tu puoi anche riproporzionarlo rispetto a quelli che sono i pesi statistici effettivi delle diverse nazioni a posteriori. Quindi questo è un po’ valido. Lui sta interpellando la sua comunità. Attenzione anche perchè non tutti seguono Elon Musk e non tutti possono esprimere il giudizio nel merito, quindi oltre a questo che sicuramente è una di quelle mosse a doppio utilizzo perchè da una parte intanto ha informato l’opinione pubblica e l’informazione che lui ha un pensiero, cioè quello, sta pensando anche di poter vendere la sua azienda. E questa è la prima notizia. La seconda è quella di cosa ne pensa la sua società ma credo che sia più un fatto come dire di evoluzione perchè lui è stato il primo a puntare sul mondo dell’elettrico e adesso molte case automobilistiche ad esempio quelle tedesche quasi tutte hanno dato dei timing dove entro il 2030 la loro produzione sarà solo elettrica, quindi Volkswagen, Mercedes, Bmw eccetera. Quindi anche questo. Anche noi facciamo sondaggi attraverso i social e chiediamo la partecipazione. E’ la nuova modalità e questa evolverà ulteriormente. Ma io credo che Musk lo abbia fatto più che altro per informare il mondo dei suoi pensieri attuali e quindi di dire “attenzione non stressate così tanto anche i nostri investimenti perchè noi possiamo anche pensare di vendere la società e di investire in altro”. Poi pensiamo anche lui ha già deciso di andare nello spazio, ha fatto i suoi voli. Noi invece ad esempio abbiamo anche i nuovi droni di trasporto per il momento immagino sperimentali che da Fiumicino attraverso… come taxi portano verso Roma. E quindi c’è tutta una nuova evoluzione. E’ quello che dicevo prima cioè la necessità è quella di essere sempre informati, di avere quella curiosità e quel desiderio di guardare oltre e credo che Musk l’abbia dimostrato e utilizza anche dei termini di comunicazione per dimostrarlo. –
  • Fausto Farinelli: La notizia di ieri, anche Salvini ha cambiato strategia comunicativa visto il suo calo di interazione di consensi sulla rete adesso ha messo due o tre persone nuove che andranno in tv, sono tre persone giovanissime tra l’altro. Come lo vedi questo cambio di strategia del Leader della Lega? Era necessario? –
  • Alessandra Ghisleri: Beh diciamo che la necessità è quella di far capire anche che non ci sono solamente loro come punti di riferimento ma che ci sono molte più anime. Ho visto che nell’elenco sono anche delle persone molto giovani e i giovani sono quelli che oggi si sentono meno coinvolti dalla politica e quindi proprio questo risulta un dato più complicato, quello di riuscire a coinvolgere i ragazzi perchè la politica poi è quella che formerà anche, questi ragazzi sono quelli che saranno la nostra classe dirigente del futuro e quindi la necessità è anche quella di conoscere nuove facce per capire chi sono e che la Lega non è fatta solamente da quei volti che noi siamo abituati a conoscere. Questo è stato fatto… ma anche Silvio Berlusconi continuava a cambiare nell’evolversi di elezione in elezione le sue figure rappresentanti. –
  • Fausto Farinelli: I suoi frontman. –
  • Alessandra Ghisleri: Sì i suoi frontman, per far capire anche che c’è un’evoluzione all’interno del partito, che c’è un dibattito, che c’è un cambio. E poi insomma non bisogna muoversi di sola tattica ma anche di linee strategiche importanti, questo è forse quello di cui i cittadini sentono più la mancanza nella politica nazionale. –
  • Fausto Farinelli: Bene. Sandro cosa ne pensi? Siamo arrivati alla fine. –
  • Sandro Usai: Siamo arrivati alla fine. Entusiasmante questa chiacchierata. Io volevo chiedere ad Alessandra un’ultima domanda. Alessandra noi ci chiediamo spesso, e vediamo anche, che i cittadini non vanno più a votare. Cioè tu stessa ne hai trattato di questo tema e allora ti volevo chiedere: hai capito quanti sono i giovani che non vanno a votare tra quel 60% che non si sono recati alle urne? Si è capito? Pechè secondo me c’è una grande disaffezione da parte dei giovani, però è una mia sensazione. –
  • Alessandra Ghisleri: Non è solo una tua sensazione. C’è una disaffezione forte alla politica dettata da una mancanza di rappresentanza, c’è anche un cambio della politica, perchè la politica si è evoluta proprio anche nella necessità di dover evolvere attraverso i nuovi mezzi di comunicazione di cui disponiamo, che sono anche i social, che permettono tutti i giorni, tutti i momenti, tutte le ore di essere presenti con delle dichiarazioni. Spesso queste dichiarazioni sono talmente tante che vanno anche in contraddizione tra di loro all’interno o dello stesso partito rispetto ai propri rappresentanti o addirittura della stessa persona fra un giorno e l’altro. Allora questo genera poi una raccolta di informazioni confusa, non organizzata, che non permette neanche di comprendere se si è a favore o contro il Green Pass in maniera definitiva. Se si è a favore o contro determinati provvedimenti perchè magari ogni politico parla di sè o di per sè, allora nello stesso momento si pone anche magari in contraddizione alla linea politica di qualcun altro all’interno dello stesso partito. E questo è il primo punto. Il generare una confusione che non introduce una linea strategia unica rispetto a quelle che sono le linee guida del partito. Secondariamente la mancanza di rappresentanza e di interesse perchè nell’ultimo tempo la politica ha parlato molto di sè, della diminuzione del numero di parlamentari, delle leggi elettorali e ha parlato poco di quelle che potevano essere le linee strategiche per quello che riguarda la popolazione. E questo il cittadino… da questo si sente escluso e dall’altro punto di vista i giovani soprattutto quelli delle aree più periferiche, quelli che magari vogliono fare quel salto di qualità, che vogliono anche aver accesso a servizi, non vedono delle politiche atte a tutelare il loro lavoro. Pensiamo solamente ad esempio che spesso ad esempio tra gli iscritti dei sindacati troviamo una percentuale molto ampia di pensionati e i giovani invece sono una percentuale molto bassa e su questo dobbiamo riflettere. Perchè non è l’apertura al mondo del lavoro come dire come dichiarazione. E’ la necessità di poterli far accedere a dei servizi, a dei sistemi, che gli permettano di costruirsi una vita. E questo è più difficile perchè un giovane che fa un primo lavoro spesso e volentieri ha la difficoltà di potersi costruire una casa o una famiglia, perchè non ci sono nè incentivi nè servizi atti a potergli permettere questo. Infatti noi abbiamo quel tasso di giovani che vive in famiglia fino a età molto superiori alla media internazionale, questo proprio perchè non c’è questa, come dire, questa voglia forse e anche perchè le categorie che sono più avanti negli anni cercano ovviamente di tutelare i loro interessi e i loro privilegi, questo è un altro sguardo interessante di cui bisognerebbe tenere conto perchè non basta più dire apriamo il mondo del lavoro ai giovani perchè qui si deve aprire una comunità a dei servizi verso una comunità di persone che poi saranno i nostri dirigenti del futuro, saranno filtrati tra di loro e quindi questo manca sicuramente. –
  • Fausto Farinelli: Bene. Incerneriamo questa puntata. Alessandra proprio telegrafica: gli Italiani hanno bisogno di essere nuovamente ispirati o lo sono già ma sono solo svogliati? –
  • Alessandra Ghisleri: Ispirati? –
  • Fausto Farinelli: Si’. –
  • Alessandra Ghisleri: Sì devono essere coinvolti, devono sicuramente essere coinvolti da nuovi progetti che guardano avanti e soprattutto da queste stanchezza che la pandemia ci sta lasciando sulle spalle. Perchè la pandemia è stato un grande acceleratore di molte situazioni e allo stesso tempo ha anche spesso in molti casi spento quell’energia che invece avevamo in tempi pre-pandemici e di cui oggi abbiamo una grande nostalgia, perchè ci rendiamo conto di quello che abbiamo perso. –
  • Fausto Farinelli: Manca un leader, manca un nuovo leader, a parte Draghi che è stato… ma Draghi non durerà tutta la vita. Manca un, diciamo così, un nuovo Berlusconi. –
  • Alessandra Ghisleri: Ne mancano tanti, mancano dei leader perchè non possiamo pensare ad una sola forza politica. Dobbiamo pensare a quelle che sono le capacità di essere rappresentati a 360 gradi che non è una cosa… –
  • Fausto Farinelli: Non ce la farà Renzi a prendere, a fare da guida a questo nuovo grande centro che pare che ancora non ci sia nei radar? –
  • Sandro Usai: Così sfascia anche quello, visto che è riuscito a sfasciare il resto. –
  • Alessandra Ghisleri: Questo non lo sappiamo, questo non lo sappiamo. Però sappiamo benissimo che Renzi è un abilissimo politico nelle situazioni no? –
  • Fausto Farinelli: Eh si. Grandissima abilità. Va bene.
  • Fausto Farinelli: Alessandra, hai fatto una piccola lectio magistralis , su questo mondo fantastico, perchè tu sei anche una… non solo sondi il popolo no? ma ne sei anche una profonda conoscitrice. A me quello che ha colpito in te è che quando, cioè non solo dai i numeri, ma soprattutto li interpreti e tracci un po’ quello che è il profilo delle cose che verranno-
  • Alessandra Ghisleri: Mah è l’analisi. –
  • Fausto Farinelli: E’ l’analisi è vero. –
  • Alessandra Ghisleri: L’analisi degli scenari quello che deve portarci avanti, cercare di capire sotto quali spinte si muove la nostra società e quindi quali sono le direzioni che potremmo prendere. –
  • Fausto Farinelli: Molto bene. Grazie, ringrazio Alessandra Ghisleri, direttrice ricordiamo di Euromedia Research e ringrazio anche Sandro Usai che è il Ceo di Ablativ. Grazie Sandro. –
  • Sandro Usai: Grazie a te Fausto per l’invito, grazie e il piacere di aver potuto dialogare con Alessandra Ghisleri. Grazie. –
  • Alessandra Ghisleri?: Posso ringraziare anch’io? Io vi ringrazio, grazie ancora per questa bella bella chiacchierata insieme che ha permesso anche forse di conoscere un poco di più di quello che è il mondo del nostro lavoro. Grazie a tutti. –
  • Sandro Usai: Grazie a te. Buona giornata Alessandra. –
  • Fausto Farinelli: Bene bene benissimo. Grande puntata. Ascoltatela, riascoltatela con attenzione perchè la Ghisleri ha dato delle indicazioni molto  importanti e interessanti e come diciamo sempre siate curiosi. Noi cerchiamo di contribuire ad allargare l’informazione però anche chi ascolta deve essere curioso, deve andare a cercarsi notizie, fare l’approfondimento. Approfondite, approfondite, approfondite e come dice il mio amico Sandro Usai “studiate, studiate, studiate”. Alla prossima puntata.
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