Presso l’Assessorato Regionale ai Trasporti, si è svolto oggi, 28 gennaio, un incontro con l’Assessore Giorgio Todde, attinente le prospettive del sistema del TPL e dei contratti di servizio in Sardegna.
Abbiamo avuto occasione di affrontare con il titolare dell’assessorato ai trasporti le problematiche inerenti il sistema regionale del Traporto Pubblico Locale, le sue criticità e le prospettive future.
E’ noto che l’assetto normativo del trasporto pubblico locale è stato interessato in questi ultimi anni dalla legislazione comunitaria (regolamento CE n. 1370/2007), poi da quella nazionale, e dunque nei livelli regionali(in Sardegna la L.R.21/2005) in ragione delle diverse competenze tra Stato e Regioni ai sensi dell’art. 117 della Costituzione.
Il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio suddetto, costituisce l’architrave in materia di trasporto pubblico, disciplinando le modalità d’affidamento dei servizi di TPL, la durata degli affidamenti, e stabilisce un periodo transitorio durante il quale gli Stati membri si devono conformare gradualmente. Tale regolamento entrato in vigore il 3 dicembre 2009, in Sardegna è in regime di proroga (l’ultima possibile) fino al 1 dicembre 2021.
Secondo la FIT CISL, questa serie di fattori rappresenta una forte incognita per il futuro delle società del TPL sarde, ma soprattutto sul futuro di circa 4.000 lavoratori del settore. Dunque, abbiamo rappresentato all’assessore Giorgio Todde, le nostre preoccupazioni e chiesto allo stesso l’attivazione di un confronto sindacale propedeutico alla formulazione di una riforma strutturale del TPL, alla scelta di un unico bacino, piuttosto che più bacini non esattamente ponderati, ma in maniera più decisa abbiamo chiesto di scongiurare le gare. d’appalto per l’assegnazione dei contratti di servizio di trasporto pubblico.
A tal proposito, abbiamo invitato l’assessore a verificare le scelte di altre regioni italiane che, a fronte di esperienze disastrose conseguenti alle gare del TPL, hanno optato per soluzioni più ottimali e garantite, come ad esempio il Friuli Venezia Giulia che da novembre ha affidato la gestione dell’intero trasporto regionale, per 10 anni ad un consorzio costituito dalle aziende pubbliche e private già “concessionarie” del TPL.
Questo perché, la normativa comunitaria riconosce l’opzione tra gestione diretta (in house providing) ed esternalizzazione del servizio, infatti la Regione ha facoltà di fornire essa stessa servizi di trasporto pubblico di passeggeri o di procedere all’aggiudicazione diretta di contratti di servizio pubblico.
L’Assessore, replicando alle nostre osservazioni ha affermato che l’attuale proroga di 24 mesi agli affidamenti del TPL è finalizzata al l’individuazione di una riforma del settore condivisa con le rappresentanze sindacali.
Ha inoltre rimarcato il fatto che gli studi e le verifiche svolte dagli uffici dell’Assessorato lo inducono verso una soluzione rivolta alla salvaguardia della attuale realtà regionale di trasporto, impegnandosi ad avanzare una specifica proposta in Giunta Regionale finalizzata ad evitare la procedura delle gare.
Infine ha aggiornato l’incontro entro 2/3 settimane per condividere una proposta di riforma per il TPL in Sardegnae trovare una soluzione comune che parta dal bacino unico regionale.
Il Segretario Generale
Valerio Zoccheddu



