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Il futuro del canile comunale di Alghero accende il confronto politico tra l’ex sindaco Mario Conoci e l’attuale primo cittadino Raimondo Cacciotto. Da una parte la richiesta di una scelta immediata, dall’altra la difesa dei tempi tecnici e della prudenza amministrativa.
Un tema che torna a infiammare la politica algherese
Il destino del canile comunale torna a far discutere, diventando terreno di scontro tra l’attuale amministrazione e l’opposizione. L’ex sindaco Mario Conoci ha rivolto un appello diretto al primo cittadino Raimondo Cacciotto, chiedendo una “decisione definitiva” sull’acquisto della struttura.
Secondo Conoci, “dopo le prime aperture e dichiarazioni pubbliche, tutto sembra essersi fermato”, lasciando la questione in una fase di stallo che preoccupa cittadini e volontari.
L’ex sindaco: “Servono atti concreti, non rinvii”
Conoci ha ricordato la grande mobilitazione popolare a favore dell’acquisizione del canile, con oltre 8.000 firme raccolte dai volontari.
“Una richiesta chiara e senza precedenti che chiede un gesto concreto da parte dell’Amministrazione”,
ha dichiarato l’ex sindaco.
Rivolgendosi direttamente alla Giunta, Conoci ha sottolineato la disponibilità finanziaria del Comune:
“Con un avanzo di 12 milioni di euro, destinare anche solo il 5 o 6% a questa causa sarebbe una scelta di responsabilità, di civiltà e di buon senso.”
E ancora, l’appello a non perdere tempo:
“Non servono ulteriori rinvii, studi o ipotesi di smembramento del compendio: la struttura funziona e svolge un servizio fondamentale. Ogni giorno di attesa espone al rischio di perdere un’opportunità unica.”
Cacciotto replica: “Sì all’acquisto, ma con responsabilità”
La risposta del sindaco Raimondo Cacciotto è arrivata attraverso il suo profilo ufficiale Facebook.
“Ogni acquisto pubblico deve essere fatto con cognizione di causa e nel rispetto delle condizioni di economicità e di interesse collettivo.”
Il primo cittadino ha ribadito la volontà di procedere con l’acquisto, ma ha chiarito che serve il tempo necessario per valutare tutti gli aspetti:
“Non c’è alcun tentennamento né pressioni esterne. Stiamo lavorando con rigore e serietà per garantire la tutela dell’Ente e della comunità.”
Tra prudenza e sospetti politici
Nel suo intervento social, Cacciotto ha poi lasciato intendere che la fretta dell’ex sindaco possa nascondere altri motivi:
“Semmai, viene da chiedersi se la fretta manifestata non nasconda intendimenti differenti.”
Un’affermazione che ha immediatamente acceso il dibattito politico e aperto nuovi interrogativi sul vero motivo delle pressioni di Conoci.
Una decisione attesa dalla città
La vicenda del canile è ormai il simbolo di un confronto più ampio sul modo di amministrare la città: da una parte chi chiede rapidità e decisione, dall’altra chi invoca cautela e trasparenza.
Nel frattempo, volontari e cittadini continuano ad attendere che dalle parole si passi ai fatti, con una scelta definitiva che dia stabilità al futuro della struttura.



