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redazione Sardegna Press

Non basta più contare quanti turisti arrivano. La vera domanda è quanto valore genera ogni territorio. L’analisi incrocia presenze ufficiali, strutture registrate IUN, offerta ricettiva, affitti brevi, mercato premium e capacità di spesa.

La Sardegna turistica non si può più leggere con un solo numero.

Per anni il dato dominante è stato quello delle presenze: quanti turisti arrivano, quante notti dormono, quale Comune supera gli altri nella classifica regionale. Ma oggi quel dato, da solo, non basta più. Perché una notte in un campeggio, una camera in un hotel a cinque stelle, un appartamento in affitto breve, una villa in Costa Smeralda o un soggiorno collegato alla nautica di lusso non producono lo stesso impatto economico.

La vera domanda, oggi, è un’altra:

quanta ricchezza genera davvero ogni località turistica?

Da questa domanda nasce un’elaborazione che prova a ridisegnare la mappa economica del turismo sardo. Non una classifica ufficiale dei fatturati, che a livello comunale non esiste in questa forma, ma una stima avanzata della ricchezza turistica generata dai principali territori dell’isola.

Il risultato racconta una Sardegna più complessa di quella descritta dalle sole presenze.

Alghero è la regina dei numeri.
Arzachena e la Costa Smeralda sono la capitale del valore.
Olbia è la città con il maggior numero di strutture censite nel Registro IUN tra le località analizzate.

Tre primati diversi. Tre modi diversi di pesare nel turismo sardo.

La Sardegna dei numeri ufficiali

Il punto di partenza sono i dati statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, basati sul sistema SIRED-ROSS1000.

Nel 2024 la Sardegna ha registrato:

4.442.111 arrivi,
18.907.165 presenze,
una permanenza media di 4,26 notti.

La componente straniera è ormai decisiva: le presenze estere superano i 10 milioni e rappresentano circa il 53% del totale regionale. Quelle italiane si attestano poco sotto i 9 milioni.

Il Nord Sardegna ha un peso determinante. La Provincia di Sassari supera i 9,7 milioni di presenze, più della metà del movimento turistico regionale.

Dentro questo quadro, il primo verdetto è molto chiaro: Alghero è il Comune con il maggior numero di presenze turistiche in Sardegna.

Le presenze ufficiali: Alghero davanti a tutti

PosizioneLocalitàPresenze 2024
1Alghero1.589.756
2Arzachena / Costa Smeralda1.188.081
3Olbia1.079.885
4Cagliari964.380
5San Teodoro893.910
6Orosei870.513
7Villasimius824.403
8Budoni776.673
9Muravera / Costa Rei760.892
10Palau700.474

La fotografia delle presenze dice che Alghero è prima. Ma il turismo non è fatto solo di quantità. È fatto anche di qualità della spesa, categoria delle strutture, capacità di trattenere ricchezza sul territorio, mercati internazionali, ristorazione, commercio, servizi, nautica, affitti brevi e valore immobiliare.

Ed è qui che la classifica cambia.

La classifica della ricchezza turistica stimata

La stima economica non misura il fatturato ufficiale delle imprese. Misura la ricchezza turistica generata dai territori, costruita incrociando presenze ufficiali, tipologia dell’offerta ricettiva, capacità ricettiva, dati del Registro IUN, indicatori AirDNA sugli affitti brevi, profilo dei mercati turistici, peso del lusso e coefficienti territoriali.

PosizioneLocalitàPresenze 2024Ricchezza turistica stimataValore al minutoTempo stimato per generare 1 milione €
1Arzachena / Costa Smeralda1.188.081circa 550 mln €1.046 €/min15 h 56 min
2Alghero1.589.756circa 375 mln €713 €/min23 h 22 min
3Olbia1.079.885circa 315 mln €599 €/min1 g 3 h 49 min
4San Teodoro893.910circa 260 mln €495 €/min1 g 9 h 42 min
5Villasimius824.403circa 260 mln €495 €/min1 g 9 h 42 min
6Cagliari964.380circa 220 mln €419 €/min1 g 15 h 49 min
7Orosei870.513circa 215 mln €409 €/min1 g 16 h 45 min
8Palau700.474circa 205 mln €390 €/min1 g 18 h 44 min
9Muravera / Costa Rei760.892circa 195 mln €371 €/min1 g 20 h 55 min
10Budoni776.673circa 190 mln €361 €/min1 g 22 h 06 min

Il dato più forte è questo: Arzachena non è prima per presenze, ma è prima per valore stimato.

La Costa Smeralda ha meno presenze di Alghero, ma genera una ricchezza turistica superiore perché lavora su una fascia di mercato diversa: hotel di alto livello, ville, nautica, ristorazione premium, shopping, servizi, portualità turistica e clientela internazionale con maggiore capacità di spesa.

Nel turismo, dunque, non vince solo chi ha più notti. Vince anche chi riesce a trasformare ogni notte in più valore.

Presenze, strutture censite e ospitalità diffusa

Per capire davvero il turismo sardo non basta osservare gli arrivi e le presenze. Bisogna guardare anche alla struttura dell’offerta.

L’analisi dei CSV estratti dal Registro Regionale IUN per Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau mostra un quadro molto netto: nelle principali destinazioni turistiche dell’isola l’ospitalità diffusa non è più un segmento laterale, ma una componente strutturale del sistema.

Nelle dieci località analizzate risultano complessivamente 22.786 strutture IUN.

Di queste, circa 22.230 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa: alloggi privati, affittacamere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze e boat & breakfast. Le strutture alberghiere sono 470. Le altre strutture complementari sono 86.

Il dato non riduce il peso economico degli alberghi, che in alcune località resta altissimo, soprattutto dove il livello medio delle tariffe è elevato. Ma mostra una trasformazione profonda: la Sardegna turistica non vive più soltanto dentro hotel, resort e villaggi. Vive sempre di più dentro una rete estesa di case, appartamenti, B&B, affittacamere e strutture registrate che alimentano ristorazione, commercio, pulizie, manutenzioni, trasporti, escursioni e servizi locali.

Questa è la fotografia dell’offerta ufficialmente censita nelle dieci località analizzate:

LocalitàStrutture IUN totaliOspitalità diffusa IUNStrutture alberghiere
Olbia4.5244.44075
Alghero3.8693.81045
Cagliari2.9092.85837
San Teodoro2.3502.30936
Arzachena2.3142.193108
Villasimius1.8431.78654
Budoni1.5621.51442
Palau1.2881.25426
Muravera1.0831.05619
Orosei1.0441.01028

In questa lettura Olbia emerge come la località con il maggior numero di strutture IUN censite tra quelle considerate, seguita da Alghero e Cagliari.

È un dato che aiuta a spiegare perché alcune città non siano semplici destinazioni balneari, ma vere piattaforme turistiche: luoghi in cui l’economia del turismo entra nella vita urbana, immobiliare e commerciale del territorio.

AirDNA e IUN: due dati diversi che si completano

Il confronto con AirDNA consente di distinguere tra offerta ufficialmente registrata e mercato digitale effettivamente attivo.

Il Registro IUN fotografa le strutture censite. AirDNA rileva invece gli annunci visibili e monetizzati sulle principali piattaforme degli affitti brevi.

I due dati, quindi, non devono coincidere. Una struttura può essere regolarmente registrata ma lavorare con canali diretti, agenzie locali, clienti abituali o sito proprio. Allo stesso tempo, gli annunci rilevati da AirDNA rappresentano una quota del mercato online attivo.

LocalitàOspitalità diffusa IUNAnnunci AirDNA attiviValore AirDNA stimato
Olbia4.4401.60444,7 mln $
Alghero3.8101.72942,7 mln $
Cagliari2.8581.82939,7 mln $
Arzachena2.19356629,0 mln $
San Teodoro2.30962827,4 mln $
Palau1.25455019,7 mln $
Budoni1.51453815,5 mln $
Villasimius1.78648615,0 mln $
Orosei1.01057513,8 mln $
Muravera1.05642213,6 mln $

Il valore complessivo stimato da AirDNA per le dieci località supera i 260 milioni di dollari annui.

Non è l’intero mercato degli alloggi turistici, ma è un indicatore significativo della parte digitale, attiva e monetizzata dell’ospitalità diffusa.

Il dato è compatibile con lo IUN perché gli annunci AirDNA sono sempre inferiori al totale dell’offerta censita. La differenza non è un’anomalia: è lo scarto naturale tra offerta ufficiale registrata e offerta effettivamente visibile sulle piattaforme monitorate.

Arzachena: meno presenze di Alghero, più valore

Il caso Arzachena è il più evidente.

Con 1.188.081 presenze, Arzachena è seconda per presenze tra le località analizzate. Ma nella classifica della ricchezza stimata supera tutti.

La ragione è nella composizione del mercato: Costa Smeralda, Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu, ville, hotel di fascia alta, nautica, ristorazione premium e servizi collegati al turismo di lusso.

Nel Registro IUN Arzachena conta 2.314 strutture, di cui 108 alberghiere. È il dato alberghiero più alto tra le dieci località considerate. Ma soprattutto è la località con il più alto ricavo medio AirDNA per annuncio tra quelle analizzate: 51.250 dollari annui.

Questo conferma il profilo premium del territorio.

Arzachena dimostra che nel turismo non conta solo il volume. Conta la capacità di trasformare la presenza in spesa, la spesa in valore e il valore in economia locale.

Alghero: la regina delle presenze e la città turistica più completa

Alghero resta il grande motore quantitativo del turismo sardo.

Con 1.589.756 presenze, è il primo Comune dell’isola. Ha un mercato turistico ampio, internazionale, distribuito tra alberghi, B&B, appartamenti, affittacamere, ristorazione, commercio, escursioni, servizi balneari e aeroporto.

Il Registro IUN conferma la forza dell’offerta: 3.869 strutture censite, secondo dato più alto tra le località analizzate dopo Olbia.

Di queste, 3.810 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa e 45 sono strutture alberghiere.

Anche il dato AirDNA è molto rilevante: 1.729 annunci attivi e un valore stimato di circa 42,7 milioni di dollari annui.

Alghero non è solo una destinazione turistica. È una città turistica completa, con una base ricettiva ampia, un’identità forte, un mercato straniero importante e una capacità di distribuire ricchezza su molte categorie economiche.

La sua sfida non è dimostrare di avere turismo. La sua sfida è aumentare il valore medio prodotto da ogni presenza.

Olbia: la capitale dell’ospitalità censita

Olbia è il caso più interessante se si guarda al Registro IUN.

Con 4.524 strutture censite, è prima tra le dieci località analizzate. Di queste, 4.440 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa.

Il dato conferma che Olbia non può essere letta solo come città di passaggio. È una delle principali infrastrutture economiche del turismo sardo.

Aeroporto, porto, servizi, collegamenti, vicinanza alla Costa Smeralda, quartieri residenziali turistici e una massa enorme di alloggi registrati fanno di Olbia una piattaforma turistica di primo livello.

Anche AirDNA conferma la forza del mercato digitale: 1.604 annunci attivi e un valore stimato di circa 44,7 milioni di dollari annui, il più alto tra le località osservate per valore complessivo AirDNA.

Olbia è il punto in cui la Sardegna turistica diventa sistema: non solo mare, ma logistica, case, servizi, mobilità, arrivi, partenze e permanenza.

Cagliari: il caso più sottostimato

Cagliari è sesta nella classifica della ricchezza stimata, ma probabilmente è il territorio più sottostimato dai dati tradizionali.

Il motivo è semplice: il turismo urbano non si misura solo con i pernottamenti. Cagliari intercetta crociere, business travel, turismo culturale, eventi, ristorazione, shopping, visite giornaliere, congressi, mobilità e spesa urbana.

Con 964.380 presenze ufficiali, Cagliari è quarta per movimento turistico tra i Comuni analizzati. Ma il Registro IUN mostra una realtà ancora più ampia: 2.909 strutture censite, di cui 2.858 nell’area dell’ospitalità diffusa.

AirDNA rileva 1.829 annunci attivi, il numero più alto tra quelli osservati, con un valore stimato di circa 39,7 milioni di dollari annui.

La capitale regionale dimostra che una parte importante della ricchezza turistica non passa solo dalla notte registrata, ma dalla spesa urbana. Cagliari non è solo una destinazione: è un mercato.

San Teodoro e Villasimius: meno città, più destinazione balneare

San Teodoro e Villasimius rappresentano due modelli turistici fortemente stagionali, ma ad alto valore.

San Teodoro conta 893.910 presenze e 2.350 strutture IUN, con un mercato AirDNA da circa 27,4 milioni di dollari annui. Il ricavo medio per annuncio è molto alto: 43.580 dollari, secondo solo ad Arzachena tra le località considerate.

Villasimius conta 824.403 presenze e 1.843 strutture IUN. È una destinazione balneare premium, con una forte riconoscibilità nazionale e internazionale, un patrimonio ambientale di altissimo valore e una capacità di spesa superiore alla media.

Entrambe confermano che le località balneari più forti non si misurano solo con il numero di turisti, ma con la qualità del posizionamento.

Orosei, Palau, Muravera e Budoni: il turismo diffuso che genera economia reale

Orosei, Palau, Muravera e Budoni completano la top ten e raccontano una Sardegna meno metropolitana ma decisiva.

Orosei supera le 870 mila presenze, con una permanenza media lunga e una forte vocazione naturalistica.

Palau, pur con meno presenze, beneficia della prossimità alla Maddalena, alla nautica e al turismo internazionale.

Muravera, con Costa Rei, ha un modello balneare molto forte e una lunga permanenza media.

Budoni conferma la forza della costa nord-orientale e dell’ospitalità diffusa.

In tutti questi territori il Registro IUN mostra numeri importanti. Non si tratta di economie marginali, ma di sistemi locali in cui case, appartamenti, B&B, affittacamere, commercio, ristorazione e servizi producono ricchezza reale.

La nuova verità del turismo sardo

La conclusione è chiara: la Sardegna non può più misurare il turismo solo attraverso il numero delle presenze.

Le presenze servono. Sono fondamentali. Ma non bastano.

Oggi bisogna guardare anche alla qualità della spesa, alla tipologia delle strutture, alla crescita degli alloggi privati, alla forza degli affitti brevi, alla presenza dei mercati stranieri, al peso della nautica, al valore immobiliare, alla ristorazione, ai servizi e alla capacità di un territorio di trasformare il turismo in economia stabile.

La Sardegna turistica del 2024 è una regione a più velocità.

C’è la Sardegna dei grandi numeri, guidata da Alghero.
C’è la Sardegna del lusso e del valore, guidata da Arzachena.
C’è la Sardegna delle strutture censite e dell’ospitalità diffusa, guidata da Olbia.
C’è la Sardegna urbana, con Cagliari probabilmente sottostimata.
E c’è la Sardegna delle destinazioni balneari mature, da San Teodoro a Villasimius, da Orosei a Palau, da Muravera a Budoni.

La vecchia domanda era: quanti turisti arrivano?

La nuova domanda è: quanta ricchezza lascia ogni turista?

Ed è su questa domanda che si giocherà il futuro del turismo sardo.

Nota metodologica

Questa elaborazione non misura il fatturato ufficiale delle imprese turistiche, né sostituisce i bilanci aziendali o i dati fiscali.

La classifica economica è una stima giornalistica avanzata della ricchezza turistica generata nei territori analizzati.

I dati ufficiali di base su arrivi, presenze, provenienze, macro-tipologie ricettive e capacità ricettiva derivano dai file statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, che indicano come fonte il sistema SIRED-ROSS1000, con estrazione al 21 maggio 2025.

Per il controllo dell’offerta ricettiva ufficialmente censita sono stati analizzati i CSV estratti dal Registro Regionale IUN per dieci località: Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau.

Il Registro IUN misura l’offerta ufficialmente censita. AirDNA misura invece la quota di offerta rilevabile sulle principali piattaforme online degli affitti brevi. Per questo AirDNA non è stato usato come censimento completo di tutte le strutture regolari, ma come indicatore del mercato digitale attivo e monetizzato.

Le stime economiche sono state costruite incrociando:

  • presenze turistiche ufficiali 2024;
  • capacità ricettiva regionale;
  • distribuzione tra alberghiero ed extra-alberghiero;
  • dati IUN comunali;
  • dati AirDNA su annunci attivi e ricavo medio annuo;
  • indicatori di spesa per provenienza;
  • peso del turismo internazionale;
  • presenza di hotel di fascia alta;
  • incidenza di nautica, ristorazione, commercio e servizi;
  • coefficienti territoriali legati al posizionamento turistico delle singole località.

I valori economici sono quindi da leggere come ordini di grandezza stimati, non come fatturati certificati. Per questo nell’articolo vengono utilizzate le formule “circa”, “stima” e “ricchezza turistica stimata”.