Il debutto giovedì 23 aprile al Cityplex Moderno di Sassari alla presenza del regista. L’opera è prodotta da Terra de Punt e distribuita da My Culture
SASSARI – Esploratori dell’ignoto, eredi di una tradizione millenaria e interpreti di una sfida contro i limiti fisici e naturali tra le coste della Sardegna, con Alghero come fulcro identitario, e i laboratori di Torre del Greco.
Sono i “Corallari. Coral Hunters”, i protagonisti del nuovo film documentario di Giovanni Zoppeddu, al debutto ufficiale in prima assoluta giovedì 23 aprile nelle sale del Cityplex Moderno di Sassari con due proiezioni speciali: alle 18.30 e alle 20.30 il regista incontrerà il pubblico per approfondire i dettagli di un mestiere in cui gli uomini scelgono di forzare il confine, scendendo negli abissi alla ricerca dell’oro rosso.
Prodotto nel 2026 da Terra de Punt e distribuito da My Culture, il film si avvale del prestigioso sostegno del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, della Regione Campania e della Campania Film Commission. Oltre alle sale, l’opera, punta alla diffusione internazionale, alle piattaforme SVOD e ai circuiti educativi.
Il lavoro è stato presentato oggi (20 aprile) in conferenza stampa nella hall del cinema sassarese, alla presenza del registae del rappresentante della casa di distribuzione My Culture, Alessandro Pisu.
Il documentario ripercorre l’ascesa della pesca del corallo a partire da una data spartiacque: il 1954, anno in cui il primo corallaro approdò in Sardegna, segnando l’inizio di una nuova era. Se un tempo il mare era vissuto “da sopra”, come un ambiente da osservare e rispettare in superficie, con l’avvento dei subacquei il patto con la natura si rompe.
La trama del film mostra l’intreccio tra le coste della Sardegna e quelle campane, per addentrarsi nei laboratori di Torre del Greco, dove la materia grezza viene trasformata in arte. Il racconto non nasconde il costo umano di questa professione: le embolie, il rischio tecnologico e la pressione ecologica sono i compagni di viaggio di chi sceglie di scendere dove il tempo si dilata.
«Corallari nasce dalla necessità di raccontare un mondo che sta scomparendo – ha affermato il regista oristanese–. Non è solo un mestiere, è un immaginario fatto di uomini che hanno trasformato un’attività economica in un’epopea contemporanea. Rispetto al precedente ‘Diario di Tonnara’, qui la prospettiva cambia radicalmente: non c’è più l’attesa, ma l’attraversamento attivo e pericoloso del limite».
Già autore di “Diario di Tonnara” (selezionato al Rome Film Festival 2018), Giovanni Zopppeddu vanta collaborazioni con Istituto Luce, RAI e Sky. La sua poetica è incentrata sulla memoria storica e sulla dimensione sociale delle immagini, con una particolare attenzione ai mestieri del mare.
Il suo “Coral Hunters” non è solo un’opera di memoria, ma un lungometraggio di forte attualità che interroga lo spettatore in merito alla sicurezza sul lavoro e alla gestione delle risorse in un Mediterraneo che cambia. Attraverso interviste inedite e immagini spettacolari, l’opera documenta un patrimonio immateriale a rischio, trasformando una storia locale in una riflessione universale sul desiderio umano di superare l’ignoto.




