tubature-perdita-dacqua — Allarme Acqua: Italia a Secco! Scopri il Drammatico Spreco Idrico e le Soluzioni in Atto
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La Giornata mondiale dell’acqua si celebra tra dati preoccupanti, come il 42% di perdite dagli acquedotti italiani, i 3 milioni di cittadini a rischio razionamento entro l’estate e 19 comuni del Piemonte (oltre a quelli del Bresciano) già riforniti dalle autobotti.

Si percepisce un deterioramento del rapporto tra l’Italia e le sue risorse idriche, specialmente al Nord, nonostante la ricchezza di laghi e fiumi. Il Comune di Milano ha persino proposto l’utilizzo dei Navigli per l’irrigazione.

L’Italia ha i consumi di acqua potabile più elevati d’Europa e le tariffe più basse, il che crea una sensazione di scarsa valorizzazione della risorsa. Dei 425 mila chilometri di acquedotti italiani, erogano 422 litri al giorno per abitante, il valore più alto in Europa da decenni. Tuttavia, più di un quarto degli italiani (29%) non si fida dell’acqua e preferisce non berla.

Nonostante le bollette dell’acqua siano più basse rispetto ad altri Paesi, quest’anno sono aumentate del 5,5%, portando a 487 euro annui a famiglia. Dei 9,19 miliardi di metri cubi d’acqua che scorrono negli acquedotti, solo circa 5,7 miliardi arrivano al rubinetto, con uno spreco di 157 litri al giorno per abitante. Oltre la metà dell’acqua utilizzata in Italia è destinata all’agricoltura, ma anche i contadini si stanno adeguando con sistemi di irrigazione più efficienti.

Per affrontare il problema, Anbi promuove la realizzazione di bacini per raccogliere l’acqua piovana (in Italia solo l’11% viene trattenuta, mentre altri Paesi europei arrivano al 40%), mentre Utilitalia cerca di accelerare la manutenzione degli acquedotti. Gli investimenti nel settore sono aumentati da 1 a 4 miliardi dal 2011, ma serviranno anni per recuperare il ritardo.

Le perdite idriche sono più significative al Sud (47%) rispetto al Nord-Ovest (31%). Gli investimenti annuali per abitante sono aumentati a 56 euro, ma restano lontani dalla media europea di 82 euro.

Per quanto riguarda le reti idriche nel resto d’Europa, sono generalmente organizzate attraverso una combinazione di infrastrutture pubbliche e private. Molti Paesi europei hanno investito in tecnologie e sistemi di gestione avanzati per ridurre le perdite e migliorare l’efficienza. Le tariffe e le politiche variano tra i Paesi, ma in generale l’Europa si impegna per una gestione sostenibile delle risorse idriche e per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.