Sassari, una rosa gialla al Dipartimento di Agraria per i sessant’anni di Amnesty

Celebrato al Dipartimento di Agraria l’importante traguardo dell’associazione umanitaria, che anche in città conta su un folto gruppo di attivisti

Gli organizzatori: “La tutela dell’ambiente non è slegata dai diritti umani”

SASSARI. Una pianta bella e resistente, il cui colore rappresenta l’associazione umanitaria internazionale fondata da Peter Benenson nel lontano 1961. Amnesty International Sassari ha celebrato i sessant’anni di attività e di lotte con la piantumazione di una rosa gialla all’ingresso dei giardini del Dipartimento di Agraria. Una location significativa scelta non a caso, in primis per sensibilizzare le giovani generazioni e quindi evidenziare come la tutela dell’ambiente oggi più che mai vada di pari passo con la tutela dei diritti umani.

“Il degrado ambientale, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, la deforestazione, la perdita di produttività del suolo e la desertificazione – come ha affermato la rappresentante di Amnesty Sassari Marcella Sanna, al cospetto di un folto gruppo di studenti e simpatizzanti – sono fenomeni che stanno avendo un impatto terribile sui diritti umani, amplificando le disuguaglianze già esistenti e costringendo milioni di persone a lasciare i propri territori per sopravvivere”.

La giovane attivista Roberta Passaghe ha presentato un breve resoconto di sessant’anni battaglie, specificando come “cura e impegno siano indispensabili per far crescere una pianta, allo stesso modo in cui cura e impegno sono richiesti a tutti affinché i diritti fondamentali di ciascun essere umano siano rispettati ovunque”.

Passaghe ha elencato alcune delle azioni fondamentali su cui è concentrata al momento la sezione italiana. Tra queste la campagna “Io lo chiedo”, che in linea con la convenzione di Istanbul mira a introdurre l’elemento del consenso in materia di stupro nel Codice penale, e la campagna relativa all’introduzione dei codici identificativi per le forze di polizia, lanciata per la prima volta nel 2018 e che ora, a vent’anni dagli avvenimenti del G8 di Genova, torna sotto i riflettori.

A introdurre i lavori è stato il delegato del Rettore dell’Università di Sassari, Gianni Battacone, che nel portare i saluti del Magnifico ha dato avvio ai lavori dicendosi “onorato della presenza di Amnesty in un dipartimento come quello di Agraria, tra i più importanti dell’Ateneo”.

Entusiasta dell’iniziativa si è detto anche il direttore del Dipartimento di Agraria, Pierpaolo Roggero, che ha ricordato come i temi di Amnesty siano gli stessi temi centrali del dipartimento, riguardo sia ai diritti umani sia ai diritti all’accesso alle risorse naturali, alla lotta alla desertificazione e ai cambiamenti climatici.

In rappresentanza dell’Associazione studenti di Agraria sono intervenuti il direttore nazionale Asa, Gaetano Piras e la presidente della sezione locale, Martina Mercurio. L’importante appuntamento, inserito all’interno della campagna “Facciamo crescere i diritti”, è stato occasione per scoprire una targa commemorativa che riporta una frase emblematica di Benenson: “Quando ho acceso la prima candela di Amnesty international avevo in mente il vecchio proverbio cinese ‘meglio accendere una candela che maledire l’oscurità’”. Un chiaro invito ad attivarsi affinché le cose possano migliorare, piuttosto che rassegnarsi a vivere nel malessere.

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